
Vi ricordate di nascondino? Era il gioco che facevamo da bambini,uno contava e gli altri si nascondevano.. poi quello che contava andava a cercarli, ma l’ultimo poteva urlare tana liberi tutti.. giocare a nascondino era il gioco preferito dalla morte: giocava con gli uomini li faceva nascere, nascondere e poi si metteva a cercarli. A volte li trovava subito, altre volte dopo degli anni, altre volte doveva cercarli, cercava anche per degli anni ma alla fine li scovava e li catturava, vinceva sempre. Poi un giorno è nato un uomo dal grembo di una donna immacolata e tutto sembrava normale e invece quell’uomo si permise di dire di fare cose che nessuno aveva mai detto o fatto. Ma la morte credeva che lui fosse uno dei tanti e si diceva lo troverò da qualche parte come ho trovato tutti quegli altri,nell’abisso dei loro peccati, nella tristezza del loro cuore,nella fatica delle loro malattie,lo troverò! È un uomo.. si diceva sempre: lo troverò da qualche parte. E non fece fatica a trovarlo perché quest'uomo, il figlio dell'uomo, nato dalla vergine prese su di sé tutto ciò che permetteva alla morte di trovarci. Tutti i nostri dolori, le nostre infermità, lo trovò in tutti i nostri peccati, lo trovò nella croce, lo trovò anche nel nostro peccato preso da lui e che noi abbiamo saputo cogliere questo suo prendere il nostro peccato, lo trovò sulla croce in un venerdì che tutto sembrava tranne che santo. così lo prese e come tutti gli altri, dopo averlo preso, lo nascose in un sepolcro e vi rotolò sopra una pietra e si mise a sederci sopra. ed era contenta perché aveva vinto quest'uomo che diceva cose grandi, anche lui aveva perso e la morte si diceva che una volta di più aveva vinto. La morte era convinta di aver giocato una buona partita e di aver conquistato una preziosa vittoria uccidendo quest'uomo speciale. E se ne stava così beffarda a ridere sulla pietra del sepolcro come aveva fatto molte volte ma questa volta ancor più di altre, ancor più perfida nella sua presunta gloria. E non si accorgeva sotto la pietra: il morto era di una velocità incredibile, e stando sopra la pietra non si accorgeva che cosa succedeva sotto la pietra. È non s'accorgeva che il morto era il principe dei morti, che in poco tempo sgangherò le porte degli inferi e da quella porta aperta iniziò a gridare per nome i nomi dei già morti, quanti la morte aveva scovato e nascosto e quest'uomo iniziò a gridare: Adamo, Eva, Abramo, Mosé ... Liberi tutti!! Fuori tutti!! In quel momento si aprirono le tombe e uscirono fuori i morti, e molti videro il morti resuscitare e la morte in quel momento capì che aveva perso la partita. Capì che quest'ultimo figlio dell'uomo che aveva trovato prima degli altri era più vivo che mai e per la sua vita poteva rendere libertà agli altri morti. a quanti la morte aveva messo le catene. egli riportò il verbo. È Pasqua!! È Pasqua!! Allora capisci quanto noi abbiamo bisogno del figlio dell'uomo, della sua parola forte di liberazione perché tutti noi facciamo esperienza della morte, del peccato, che ci segna, che sembra volerci schiacciare che sembra volerci togliere il respiro di vita, e lo fa.. con ogni gesto, con i nostri errori, con la nostra poca disponibilità, con i nostri limiti. La morte cerca di schiacciarci, invece arriva la Pasqua e Gesù sotto la morte mostra le mani e dice Liberi tutti, tutti vivi, tutti nuovi, rifatti nuovi, per tutti una speranza, non c'è peccato, nessun peccato che non può essere perdonato, non c’è peccato più forte dell’amore di Dio per noi,non c’è morte dove Dio non possa entrare. Ha usato la morte del figlio per tirarci fuori dalla nostra morte, ha usato ogni tipo di peccati, tutti i peccati, che ha preso su di sé per consumarlo in una fiammata d’amore. Ha usato la morte per liberarci dal peccato.. felice colpa che ci ha meritato un così grande redentore. Sentite che parole nuove, al limite.. felice colpa.. inaspettate parole, ci sembra cosa meritevole stare a leccarci le ferite, per poterci punire di quelle colpe invece Gesù ci dice parole nuove sulle nostre ferite.. neanche i discepoli credevano.. erano convinti che la morte avesse vinto anche Lui, non credevano che l’esplosione della sua vita avesse mandato in frantumi la morte. Non se l’aspettavano, come forse noi non ce l’aspettiamo una parola di resurrezione dentro la nostra vita. Perchè se non ci raggiunge una parola in quelle ferite a che serve la Pasqua? e sai come si raggiunge la Pasqua? Non con un pensiero.. la Pasqua è il dono della sua persona viva nei sacramenti. Il battesimo che rinnoveremo stasera è acqua mescolata col costato di Cristo, quanta sete abbiamo di quest’acqua, acqua che viene ad innaffiare la nostra terra arida che altrimenti non può fiorire. Tra poco ci viene dato il suo corpo da mangiare, si fa vicino a noi, il suo corpo mangiato da noi, vuole mangiare noi.. vuole prendere possesso di noi, potevamo chiedere a Dio qualcosa di più grande? No, infatti non abbiamo chiesto, ci viene donato e allora possiamo solo dire: grazie Signore per la Tua potenza, per le Tue parole, perché Sei vivo, perché ci ami,perché vuoi essere in noi. Grazie perché la Pasqua è parola di speranza in qualsiasi momento ci troviamo e Tu Gesù sei vivo, vivo. La vita nuova è il dono che ci fai.. grazie. P.Viola