venerdì 18 marzo 2011

creare dei legami: per gli amici

creare dei legami: per gli amici: "Per te Amico Se potessi fermare il tempo lo farei per te Amico mio perchè i tuoi momenti più belli regalassero ai tuoi giorni u..."

"semplicemente un Amico"... una cosa tanto bella, quanto mai difficile...

mercoledì 23 aprile 2008

pasqua 2007 ancora così attuale


Vi ricordate di nascondino? Era il gioco che facevamo da bambini,uno contava e gli altri si nascondevano.. poi quello che contava andava a cercarli, ma l’ultimo poteva urlare tana liberi tutti.. giocare a nascondino era il gioco preferito dalla morte: giocava con gli uomini li faceva nascere, nascondere e poi si metteva a cercarli. A volte li trovava subito, altre volte dopo degli anni, altre volte doveva cercarli, cercava anche per degli anni ma alla fine li scovava e li catturava, vinceva sempre. Poi un giorno è nato un uomo dal grembo di una donna immacolata e tutto sembrava normale e invece quell’uomo si permise di dire di fare cose che nessuno aveva mai detto o fatto. Ma la morte credeva che lui fosse uno dei tanti e si diceva lo troverò da qualche parte come ho trovato tutti quegli altri,nell’abisso dei loro peccati, nella tristezza del loro cuore,nella fatica delle loro malattie,lo troverò! È un uomo.. si diceva sempre: lo troverò da qualche parte. E non fece fatica a trovarlo perché quest'uomo, il figlio dell'uomo, nato dalla vergine prese su di sé tutto ciò che permetteva alla morte di trovarci. Tutti i nostri dolori, le nostre infermità, lo trovò in tutti i nostri peccati, lo trovò nella croce, lo trovò anche nel nostro peccato preso da lui e che noi abbiamo saputo cogliere questo suo prendere il nostro peccato, lo trovò sulla croce in un venerdì che tutto sembrava tranne che santo. così lo prese e come tutti gli altri, dopo averlo preso, lo nascose in un sepolcro e vi rotolò sopra una pietra e si mise a sederci sopra. ed era contenta perché aveva vinto quest'uomo che diceva cose grandi, anche lui aveva perso e la morte si diceva che una volta di più aveva vinto. La morte era convinta di aver giocato una buona partita e di aver conquistato una preziosa vittoria uccidendo quest'uomo speciale. E se ne stava così beffarda a ridere sulla pietra del sepolcro come aveva fatto molte volte ma questa volta ancor più di altre, ancor più perfida nella sua presunta gloria. E non si accorgeva sotto la pietra: il morto era di una velocità incredibile, e stando sopra la pietra non si accorgeva che cosa succedeva sotto la pietra. È non s'accorgeva che il morto era il principe dei morti, che in poco tempo sgangherò le porte degli inferi e da quella porta aperta iniziò a gridare per nome i nomi dei già morti, quanti la morte aveva scovato e nascosto e quest'uomo iniziò a gridare: Adamo, Eva, Abramo, Mosé ... Liberi tutti!! Fuori tutti!! In quel momento si aprirono le tombe e uscirono fuori i morti, e molti videro il morti resuscitare e la morte in quel momento capì che aveva perso la partita. Capì che quest'ultimo figlio dell'uomo che aveva trovato prima degli altri era più vivo che mai e per la sua vita poteva rendere libertà agli altri morti. a quanti la morte aveva messo le catene. egli riportò il verbo. È Pasqua!! È Pasqua!! Allora capisci quanto noi abbiamo bisogno del figlio dell'uomo, della sua parola forte di liberazione perché tutti noi facciamo esperienza della morte, del peccato, che ci segna, che sembra volerci schiacciare che sembra volerci togliere il respiro di vita, e lo fa.. con ogni gesto, con i nostri errori, con la nostra poca disponibilità, con i nostri limiti. La morte cerca di schiacciarci, invece arriva la Pasqua e Gesù sotto la morte mostra le mani e dice Liberi tutti, tutti vivi, tutti nuovi, rifatti nuovi, per tutti una speranza, non c'è peccato, nessun peccato che non può essere perdonato, non c’è peccato più forte dell’amore di Dio per noi,non c’è morte dove Dio non possa entrare. Ha usato la morte del figlio per tirarci fuori dalla nostra morte, ha usato ogni tipo di peccati, tutti i peccati, che ha preso su di sé per consumarlo in una fiammata d’amore. Ha usato la morte per liberarci dal peccato.. felice colpa che ci ha meritato un così grande redentore. Sentite che parole nuove, al limite.. felice colpa.. inaspettate parole, ci sembra cosa meritevole stare a leccarci le ferite, per poterci punire di quelle colpe invece Gesù ci dice parole nuove sulle nostre ferite.. neanche i discepoli credevano.. erano convinti che la morte avesse vinto anche Lui, non credevano che l’esplosione della sua vita avesse mandato in frantumi la morte. Non se l’aspettavano, come forse noi non ce l’aspettiamo una parola di resurrezione dentro la nostra vita. Perchè se non ci raggiunge una parola in quelle ferite a che serve la Pasqua? e sai come si raggiunge la Pasqua? Non con un pensiero.. la Pasqua è il dono della sua persona viva nei sacramenti. Il battesimo che rinnoveremo stasera è acqua mescolata col costato di Cristo, quanta sete abbiamo di quest’acqua, acqua che viene ad innaffiare la nostra terra arida che altrimenti non può fiorire. Tra poco ci viene dato il suo corpo da mangiare, si fa vicino a noi, il suo corpo mangiato da noi, vuole mangiare noi.. vuole prendere possesso di noi, potevamo chiedere a Dio qualcosa di più grande? No, infatti non abbiamo chiesto, ci viene donato e allora possiamo solo dire: grazie Signore per la Tua potenza, per le Tue parole, perché Sei vivo, perché ci ami,perché vuoi essere in noi. Grazie perché la Pasqua è parola di speranza in qualsiasi momento ci troviamo e Tu Gesù sei vivo, vivo. La vita nuova è il dono che ci fai.. grazie. P.Viola

Perdonami Se Puoi è diverso l'uomo che vorrei, Niente al mondo, ormai, Cancellerà gli errori miei. Ho cercato di cambiare, ma è stato inutile, Non è facile trovare quella via. Proprio tu, che credi in me, Io non avrei voluto mai ingannare te. Fratello Orso ascoltami, Perdonami se puoi. Il dolore che nascondo in me è forte più che mai. Dove andrò? Io non lo so. Non ho futuro. Vorrei la libertà, Ma in realtà, non l'avrò mai. Per noi due è tardi, ormai.

l'ultima volta che ho visto koda fratello orso ero a Roma, con Cuore e Lili..un'emozione molto forte..ora non riesco più a vederlo senza piangere.

grazie per le forti emozioni

sabato 29 marzo 2008

sebbene non ci si senta spesso ultimamente.. sento la tua presenza.

L'amicizia è uno dei sentimenti più belli da vivere perchè dà ricchezza, emozioni, complicità e perchè è assolutamente gratuita. Ad un tratto ci si vede, ci si sceglie, si costruisce una sorta di intimità; si puo' camminare accanto e crescere insieme pur percorrendo strade differenti, pur essendo distanti, come noi due, centinaia di chilometri.
Susanna Tamaro(Cara Mathilda)

venerdì 1 febbraio 2008

GANDHI



“Per una scodella d’acqua,

rendi un pasto abbondante;

per un saluto gentile,

prostrati a terra con zelo;

per un semplice soldo,

ripaga con oro;

se ti salvano la vita,

non risparmiare la tua.

Così parole e azione del saggio riverisci;

per ogni piccolo servizio,

dà un compenso dieci volte maggiore:

Chi è davvero nobile,

conosce tutti come uno solo

e rende con gioia bene per male”.

(M.K.Gandhi, L’Arte di Vivere, p.90).


ps. questo è un piccolo pensiero per invitare tutti a collaborare a questo blog, molto importante per l'Alexandra... In particolare rivolgo l'invito a "Cuore", che, a quanto ho capito, dev'essere una persona Molto speciale...

martedì 8 gennaio 2008

Libertà

Ciao Alexandra, entro in questo blog con una frase dell'immagine del mio salvaschermo, che dice "Per rimanere liberi bisogna a un bel momento, senza esitare, prendere la via della prigione" (la scrive Giovannino Guareschi prima di rinunciare a ricorrere in appello nel processo per diffamazione di Alcide de Gasperi).
Alla prossima!
Pier

giovedì 27 dicembre 2007


SE IO SONO QUA
E TE SEI LA'
UNA DELLE DUE
E' NEL POSTO SBAGLIATO!!!
-CUORE-

QUESTA FRASE BELLISSIMA,ME L'HA DETTA A TELEFONO CUORE,MENTRE IO PIANGEVO..E MI HA PURE DETTO..



TESORO, PER VIA TELEFONICA IO NON SONO CAPACE DI ASCIUGARTI LE LACRIME.. E MAGICAMENTE MI SONO MESSA A RIDERE!!! GRAZIE

venerdì 21 dicembre 2007

Faceva un freddo pungente
I pastori si scaldavano attorno al fuoco. La notizia della nascita di un nuovo re, rivelata proprio a loro dalle luminose creature alate, li aveva sconvolti. Volevano andare a vederlo e venerarlo e implorare da lui salute e pace. Anche Filippo, il ragazzino che faceva da apprendista nel gruppo di pastori, aveva sentito l'annuncio degli angeli e stava già pensando a che cosa portare in dono al Bambino di Betlemme. Ma se tutti i pastori si allontanavano, chi avrebbe badato alle pecore? Non potevano certo lasciarle da sole! Nessuno di loro voleva rinunciare a vedere il neonato Re. Uno dei pastori ebbe un'idea: sarebbe rimasto a custodire le pecore quello di loro che portava il dono più leggero. Portarono la bilancia vicino al fuoco. Il primo pose sulla bilancia una grossa anfora piena di latte e aggiunse una pesante forma di formaggio. Il secondo portò una enorme cesta piena di mele. Il terzo, a fatica, collocò sulla bilancia un voluminoso fascio di rami e ceppi d'albero, che sarebbero serviti per scaldare la stalla per un bel po' di tempo. Rimaneva solo Filippo. Tristemente il ragazzo guardava la sua piccola lanterna, l'unica ricchezza che possedeva. Era il dono che voleva portare al Bambino Re. Ma pesava così poco. Esitò un attimo. Poi decisamente si sedette sulla bilancia con la lanterna in mano e disse: «Sono io il regalo per il Re! Un bambino appena nato ha certamente bisogno di qualcuno che porti la lampada per lui». Intorno al fuoco si fece un profondo silenzio. I pastori guardavano il ragazzo sulla bilancia, colpiti dalle sue parole. Una cosa era certa: in nessun caso Filippo sarebbe rimasto al campo a custodire le pecore.
Il regalo sei tu, non le cose che porti...
GLORIA
anonimo