
SE IO SONO QUA
testi...frasi..celebri..e non..ma belli..che scaldano il cuore

Esiste qualcosa di più grande e più puro
rispetto a ciò che la bocca pronuncia.
Il silenzio illumina l'anima,
sussurra ai cuori e li unisce.
Il silenzio ci porta lontano da noi stessi,
ci fa veleggiare
nel firmamento dello spirito,
ci avvicina la cielo;
ci fa sentire che il corpo
è nulla più che una prigione,
e questo mondo è un luogo d'esilio.
(K. Gibran) 



Il più vecchio si chiamava Frank e aveva vent'anni. Il più giovane era Ted e ne aveva diciotto. Erano sempre insieme, amicissimi fin dalle elementari. Insieme decisero di arruolarsi nell'esercito. Partendo promisero a se stessi e ai genitori che avrebbero avuto
cura l'uno dell'altro. Furono fortunati e finirono nello stesso battaglione.
Quel battaglione fu mandato in guerra. Una guerra terribile tra le sabbie infuocate del deserto. Per qualche tempo Frank e Ted rimasero negli accampamenti protetti dall'aviazione. Poi una sera venne l'ordine di avanzare in territorio nemico.
I soldati avanzarono per tutta la notte, sotto la minaccia di un fuoco infernale.
Al mattino il battaglione si radunò in un villaggio. Ma Ted non c'era.
Frank lo cercò dappertutto, tra i feriti, fra i morti. Trovò il suo nome nell'elenco dei dispersi.
Si presentò al comandante.
"Chiedo il permesso di andare a riprendere il mio amico", disse.
"E' troppo pericoloso", rispose il comandante. "Ho già perso il tuo amico.
Perderei anche te. Là fuori stanno sparando".
Frank partì ugualmente. Dopo alcune ore trovò Ted ferito mortalmente.
Se lo caricò sulle spalle. Ma una scheggia lo colpì. Si trascinò ugualmente fino al campo.
"Valeva la pena morire per salvare un morto?", gli gridò il comandante.
"Si" sussurrò, "perché prima di morire, Ted mi ha detto: Frank, sapevo che saresti venuto".
Questo diremo a Dio in quel momento: "Sapevo che saresti venuto".
(tratto da: Bruno Ferrero, Il canto del grillo, Elledici 1990)"Hai fatto ciò che si deve. Sei uscito da te.
Hai finito di pensare il tempo e la vita come una
strada da percorrere dal chilometro zero
all'ultimo,
solo aspettando che termini.
Hai capito che la vita va vissuta con il coraggio della
curiosità. Che bisogna infilarsi per viali alberati e
viottoli sterrati che deviano dal proprio percorso
naturale. Che bisogna anche solo guardarli,
conoscerli, portarli con sé.
Perchè così il viaggio dura di più, è più vario...
...Andare a marcia indietro.
Rivedere il già visto.
E capirlo meglio, forte della consapevolezza
maturata guardando il panorama e
la natura delle strade che si aprivano al tuo
cammino liberi in ogni direzione e ti invitano a
conoscerli.
Se farai così non arriverai muto alla traversata del bosco.
Non avrai bisogno di altro se non della tua esperienza per raccontarti e per ascoltare."

